Livorno Cruciale

agosto 7, 2012

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Livorno Cruciale XX e XXI secolo è un Quadrimestrale di arte e cultura edito dalla casa editrice Edizioni ETS, diretto da Dario Matteoni, storico dell’arte e critico d’arte italiano, Assessore alla Cultura del comune di Livorno durante il mandato del sindaco Gianfranco Lamberti e caporedattore della rivista Rassegna diretta da Vittorio Gregotti (dal 1991 al 1998).

Livorno Cruciale XX e XXI secolo si avvale, inoltre, di un Comitato scientifico composto da Francesca Cagianelli, Dario Matteoni, Marzia Ratti, Franco Sborgi.

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La Livorno dei Pittori. Protagonisti, luoghi e vicende, attraverso i secoli

marzo 5, 2009

Da Sabato 7 marzo è in edicola il primo numero della collana “La Livorno dei Pittori. Protagonisti, luoghi e vicende, attraverso i secoli”, a cura di Francesca Cagianelli, edito da Benvenuti&Cavaciocchi (Livorno). Con il titolo “La Vecchia Livorno” si celebra quell’immagine suggestiva, folkloristica, ma anche struggente, che i migliori artisti livornesi vollero trascrivere con accenti di lirica malinconia. Il volume, a firma Dario Matteoni, racchiude un brillante saggio introduttivo e uno splendido apparato iconografico, con alcune testimonianze inedite.

Seguiranno altri tre volumi, tutti di Francesca Cagianelli: “I Bagni” (in edicola da Sabato 14 marzo), “Il Porto” (in edicola da Sabato 21 marzo), “Gente e mestieri” (in edicola da Sabato 28 marzo), tutti corredati da un documentato saggio introduttivo e da un selezionato apparato iconografico. Il secondo volume documenta il fascino internazionale della villeggiatura livornese, presentando una selezione di capolavori che dai cosiddetti Postmacchiaioli giunge fino al Gruppo Labronico, senza escludere l’inoltrato Novecento Livornese.

Il terzo volume ripercorre i fasti delle vedute portuali a partire da un marinista quale Ugo Manaresi, fino alla gloriosa stagione della Scuola di Micheli e ai bagliori notturni del Caffè Bardi. Il quarto volume, inedito affondo sulle tipologie più rustiche e popolaresche del territorio livornese, propone una galleria fisiognomica da Mario Puccini a Giovanni March, che altro non è se non l’attestazione di una propensione alla caricatura e al difforme che dagli scenari campestri agli anfratti del porto vede dispiegarsi la vena più audace del folklore labronico.

All’interno dei quattro volumi capolavori noti e straordinari inediti della stagione pittorica livornese tra Ottocento e Novecento rivivono per la prima volta nell’ambito di un percorso scientifico ragionato, esente da luoghi comuni ed etichette inadeguate, grazie ad una riflessione finalmente incardinata su presupposti critici e documentari rigorosamente selezionati.


MARIO PIERI NERLI 1886-1917. ITINERARI DEL SIMBOLO TRA LIVORNO E IL GOLFO DELLA SPEZIA

gennaio 19, 2009

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COMUNICATO STAMPA

Sabato 24 gennaio, ore 17.30, Palazzina delle Arti, La Spezia

Sabato 24 gennaio alle ore 17.30 alla Palazzina delle Arti della Spezia (Via del Prione 236) inaugura la mostra “Mario Pieri Nerli 1886-1917. Itinerari del Simbolo tra Livorno e il Golfo della Spezia”. L’evento è organizzato dall’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia in collaborazione con la Provincia di Livorno e l’associazione culturale labronica “Archivi e Eventi”.

L’esposizione, che fa seguito alla presentazione del volume dal titolo “Mario Pieri Nerli 1886-1917. Itinerari del Simbolo tra Livornio e il Golfo della Spezia” edito da Benvenuti e Cavaciocchi per “Archivi e Eventi”, porta alla conoscenza della storia dell’arte l’inedita personalità dell’artista livornese Mario Pieri Nerli, discendente della nobile famiglia senese Pieri Pecci Ballati Nerli e nipote del grande pittore Girolamo Pieri Nerli che esportò in Nuova Zelanda e in Australia il linguaggio artistico postimpressionista. Nella sua breve vita, stroncata dalla morte in guerra sul Monfenera nel 1917, Mario Pieri Nerli lavorò a Milano, Livorno e all’isola Palmaria nel golfo spezzino, ove la famiglia possedeva la grande casa di villeggiatura posta nel seno di San Giovanni di fronte a Portovenere.

Elitaria figura di ingegnere-architetto, laureatosi al Politecnico di Milano, Mario Pieri Nerli manifestò precocemente la vocazione a un simbolismo d’eccezione, mescolando da una parte macabri allegorismi alla William Blake e liriche divagazioni neosettecentesche, dall’altra un immaginario architettonico di matrice secessionista.

La sua opera pittorica ad acquarello, riunita per la prima volta alla Palazzina delle Arti, riconduce l’artista al contesto di cultura internazionale sorto intorno allo storico Caffè Bardi di Livorno all’inizio del Novecento, che ebbe numerosi contatti anche con l’ambiente artistico spezzino dello stesso periodo, tramite figure di intellettuali a cerniera fra i due territori come Ettore Luigi Serra –il primo editore di Ungaretti – Roberto Galeazzi, gli xilografi de L’Eroica.

Curatori della mostra e del volume sul pittore livornese sono Francesca Cagianelli, ideatrice e direttrice della collana per i tipi di Benvenuti e Cavaciocchi “Rarità del Novecento livornese”, Marzia Ratti, Direttore dell’Istituzione per i Servizi Culturali e Franco Sborgi, Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università di Genova.

Per informazioni telefonare al n. 0187-778544 oppure scrivere all’indirizzo mail palazzinaarti@laspeziacultura.it . La scheda della mostra è anche sul sito www.laspeziacultura.it.

Orari: da mercoledì a domenica: 10-12/16-19; martedì solo 16-19; lunedì chiuso.

Scarica l’invito in formato PDF


Déco. Arte in Italia 1919-1939

gennaio 11, 2009

decoIl 31 gennaio si inaugura a Rovigo a Palazzo Roverella la mostra Déco. Arte in Italia 1919-1939, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con Accademia dei Concordi, Comune e Provincia di Rovigo, a cura di Francesca Cagianelli e Dario Matteoni.

La mostra, che sarà aperta dal 31 gennaio al 28 giugno, è articolata in 11 sezioni e comprende circa 150 opere, tra le quali capolavori di Felice Casorati, Fortunato Depero, Giacomo Balla, Massimo Campigli, Galileo Chini, Giulio Aristide Sartorio, Piero Marussig, Guido Cadorin, Enrico Prampolini, Fillia.

Due splendide sezioni sono dedicate alle arti decorative, la prima alle più famose ceramiche di Gio Ponti realizzate in collaborazione con la Richard Ginori e la seconda ai raffinati vetri e arazzi di Vittorio Zecchin.

L’ultima sezione è dedicata alla scultura con capolavori di Arturo Martini, Adolfo Wildt, Duilio Cambellotti.

Una vera gemma è rappresentata dalla sezione dedicata al pochoir, tecnica grafica particolarmente di moda in Francia negli anni Venti, con suggestivi esemplari di due Toscani di Parigi: Umberto Brunelleschi e Ernesto Thayhat.

La mostra è recensita sul “Giornale dell’Arte” di gennaio segnalata nella rubrica “La Crème de la crème”, il più ampio calendario internazionale delle mostre. Clicca qui per visualizzarlo


Mario Pieri Nerli. Fotografie della presentazione

dicembre 12, 2008

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Presso la sala “Nomellini” del palazzo della Provincia di Livorno ieri si è svolta la presentazione del libro “Mario Pieri Nerli 1886-1917“, curato da Francesca Cagianelli, Marzia Ratti e Franco Sborgi. Questo volume è il quinto della collana “Rarità del Novecento Livornese”, ideata e diretta da Francesca Cagianelli.

Clicca qui per vedere le fotografie dell’avvenimento

Nella foto: Francesca Cagianelli fotografata prima dell’inizio dell’evento.


Luigi Servolini da Urbino a Cirene

novembre 30, 2008

i luoghi dell’anima

21 xilografie provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno

a cura di Francesca Cagianelli

Venerdì 5 dicembre 2008, ore 16,30. Pinacoteca Servolini, via Umberto I, n. 63 – Collesalvetti

La mostra sarà aperta dal 5 dicembre 2008 al 29 gennaio 2009 tutti i martedì e giovedì con il seguente orario
dalle ore 16,00 alle ore 18,00, sabato su prenotazione.
Per prenotazioni e informazioni telefonare all’URP del Comune di Collesalvetti: 0586 980211 / 980201
Successivamente la Pinacoteca sarà visitabile su prenotazione telefonando all’URP del Comune di Collesalvetti.

Scarica la brochure in formato PDF


Mario Pieri Nerli. Comunicato stampa

novembre 23, 2008
Francesca Cagianelli

Francesca Cagianelli

Alla scoperta di un inedito Caffè Bardi con il quinto volume delle «Rarità del Novecento Livornese»

Giovedì 11 dicembre 2008, ore 11.00, nella Sala Nomellini, presso la Provincia di Livorno, l’Associazione «Archivi e Eventi» presenta alla stampa e al pubblico il volume Mario Pieri Nerli 1886-1917. Itinerari del Simbolo tra Livorno e il Golfo della Spezia, a cura di Francesca Cagianelli, Marzia Ratti, Franco Sborgi, in collaborazione con i Musei Civici della Spezia e con il Patrocinio della Provincia di Livorno.

In questa occasione Francesca Cagianelli, Presidente di «Archivi e Eventi, Marzia Ratti, Direttrice dei Musei Civici della Speziia, Franco Sborgi, Professore Ordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea dell’Università di Genova, presenteranno un bilancio della storia degli studi relativa al Caffè Bardi, bilancio che inquadra l’originalità e la centralità delle ricerche condotte da Francesca Cagianelli e Dario Matteoni negli Archivi del Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e del Museo Civico G. Fattori di Livorno.

Ai due studiosi va il merito di avere recuperato alla storia degli studi l’importanza internazionale del Caffè Bardi, grazie alla scoperta di documenti inediti relativi al ruolo fondamentale rivestito in tali circuiti da personalità quali Enrico Cavacchioli, Gustavo Pierotti della Sanguigna, Ettore Serra, Renato Natali, Charles Doudelet, Gabriele Gabrielli, Giuseppe Maria del Chiappa, Raoul Dal Molin Ferenzona e appunto Mario Pieri Nerli.

Francesca Cagianelli, in particolare, inquadra per la prima volta in questo volume le tangenze di Mario Pieri Nerli con il filone dei simbolisti macabri italiani e internazionali, da Romolo Romani a Alberto Martini, da Giovanni Costetti a Domenico Baccarini, da Franz Von Stuck a Fernand Khnopff, da Alfred Kubin a Frantisek Kupka.

Una fitta trama di relazioni e suggestioni che per la prima volta contribuiscono a riverberare sul panorama del Caffè Bardi una luce davvero inedita.