Fauvisme a Crespina

CRESPINA. Una mostra originale è stata inaugurata alla Villa Il Poggio di Crespina e rimarrà aperta fino al 29 ottobre. “L’officina del colore. Diffusione del Fauvisme in Toscana”, questo il titolo della mostra, si propone di ricostruire il recepimento del movimento francese nato con Matisse alla fine dell’Ottocento da parte di alcuni artisti toscani, desiderosi di discostarsi dalle tendenze “fattoriane” allora in voga. «La mostra è divisa in tre sezioni» ha spiegato la curatrice Francesca Cagianelli.

La prima è dedicata al “Disfacimento toscano della macchia”, con opere di Liegi, Bartolena, Puccini, Ghiglia, Lloyd, Natali. Si tratta di autori perlopiù livornesi, che tentarono i primi esperimenti di allontanamento dall’esperienza macchiaiola per ricercare un senso più romantico, espressivo e ritmato del colore.

La seconda sezione, con opere di Soffici, De Witt, Viani, Levy, Severini, Checchi, Chaplin, Bartolini, Peyron, Conti e Martinelli, presenta invece un fauvisme assimilato e maturo, seppur con interpretazioni originali.

Infine abbiamo la terza sezione dedicata all’artista Giovanni Costetti, uno dei maggiori interpreti delle avanguardie francesi in Toscana, e al gruppo pistoiese da lui animato, con opere di Chiappelli, Nannini, Innocenti, Cappellini e AgostinL. Tutti gli artisti scelti danno del fauvisme un’interpretazione e una rilettura del tutto originale, usando aggressivamente e dinamicamente il colore, riscoprendo l’importanza del disegno, che dopo la corrente impressionista era stato messo da parte, e prestando particolare attenzione al personaggio femminile e al nudo». «La mostra fa parte di un più ampio progetto di promozione e valorizzazione del territorio dal punto di vista artistico, culturale e ambientale – ha precisato l’assessore Angela Puccini – ed è nata in
collaborazione con il Comitato scientifico, presieduto dal dottor Carlo Sisi, direttore della Galleria di arte moderna di Palazzo Pitti a Firenze. Contiamo che la mostra riscuota lo stesso successo di pubblico delle passate edizioni; è un modo per far scoprire la pittura ma anche la nostra zona».

Dal Tirreno del 27-09-00

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