Il ritratto storico nel Novecento. 1902-1952

Crespina (Pisa), Villa Il Poggio 18 settembre – 2 novembre 2003

Il ritratto storico nel Novecento. 1902-1952, è il titolo della mostra organizzata dal Comune di Crespina, a Villa Il Poggio, dal 19 settembre al 2 novembre 2003.

Curata da Francesca Cagianelli, l’esposizione raccoglie oltre ottanta opere che, suddivise in sei sezioni, ricostruiscono l’evoluzione della ritrattistica tradizionale, attraverso l’azione delle avanguardie dove fondamentale fu, in Italia, la produzione futurista degli anni ‘20-’30.

Oltre alle sale riservate alla donna nella storia ed agli intellettuali, assumono un particolare rilievo la sezione della ritrattistica di Sironi, composta da 15 inediti, e quella dedicata al Duce, tra Futurismo e Novecento, con ritratti celebrativi e ritratti trasfigurati dal ritmo dell’aeropittura.

“In questa mostra – spiega il Sindaco di Crespina Umberto Carpi – il ritratto è specchio delle vicende politiche e storiche dell’Italia”. Ovvero, il ritratto non solo come elemento figurativo, ma anche testimonianza della fortuna iconografica di alcuni personaggi della civiltà storica e culturale del ‘900 e della straordinaria evoluzione del rapporto tra personaggio e pubblico, dovuta all’irrompere della tecnologia, dei nuovi mezzi di comunicazione di massa e della produzione di serie.

“Considererei un grande successo – aggiunge Carpi – se questa mostra oltre che una proposta di lettura del genere ritratto, riuscisse di stimolo – soprattutto per il pubblico giovanile delle scuole – alla riflessione su un passato storico non più recentissimo né di personale esperienza, e tuttavia ancora oggetto di passioni ideologiche e battaglie politiche”.

SEZIONI DELLA MOSTRA

Prima Sezione

Volti, espressioni, tipi, maschere: carattere e stile nel ritratto storico del ‘900

La sezione comprende venti opere tra pittura e scultura dedicate ad alcuni protagonisti della storia istituzionale, clericale, politica e culturale italiana della prima metà del ‘900, volta ad enucleare quel rapporto tra carattere e stile instaurato dagli artisti nel corso della loro scoperta della storia, attraverso volti noti eppure trasfigurati dall’istanza espressiva.

Vi compaiono, tra gli altri, dipinti di Giovanni Boldini, Felice Casorati, Giacomo Balla, Iras Baldessari, Gerardo Dottori e busti di Ettore Ximenes, Romano Romanelli e Antonio Berti.

Seconda Sezione

Mutazione di un ritratto: iconografia di Mussolini tra Futurismo e Novecento

Tale sezione comprende alcune delle più significative immagini di Mussolini realizzate da protagonisti del Futurismo, in particolare Thayhat e Gerardo Dottori, mentre Giacomo Balla vi compare in veste di scultore con l’opera “Sono venuto a dare un Governo all’Italia”.

Nell’ambito del Novecento italiano si impongono, invece, il bozzetto per il monumentale “Duce a cavallo” e l’”Ondata Bolscevica” di Primo Conti . La sezione è completata da due caricature di Mino Maccari tratte dalla serie “Dux”.

Terza Sezione

Dalla guerra alla Liberazione: eroi e combattenti

La mostra prosegue con le vicende più rappresentative dell’eroismo bellico tra le due guerre di cui l’esempio più significativo è costituito dall’opera di Carlo Carrà ”Arresto di Cesare Battisti”, fino ad arrivare agli episodi più drammatici della Resistenza con il ritratto di Gabriele Mucchi raffigurante “Il partigiano Taglia” e “I martiri di Forlì”.

In ambito scultoreo dominano due busti: quello di Carlo Delcroix, realizzato dal ligure Giuseppe Santagata proveniente dall’Associazione dei Mutilati di Roma, e la straordinaria maschera in marmo dorato di Adolfo Wildt raffigurante il giovane eroe Fulcieri Paolucci de Calboli.

Quarta Sezione

Riflessi della storia nei volti femminili

Alle immagini delle regnanti, prevalentemente di ambito accademico (tra le quali spicca l’inedito della Regina Elena raffigurata da un allievo di Giovanni Fattori, Carlo Pennacchietti) si susseguono in questa sezione ritratti di protagoniste del mondo intellettuale ed artistico del ‘900 italiano, prime fra tutte Margherita Sarfatti di Mario Sironi ed Eleonora Duse di Italo Josz, ed anche drammatiche testimonianze della guerra di Liberazione, quali le due versioni della “Morte di Maria Margotti” di Gabriele Mucchi.

Quinta Sezione

Tra ritratto e caricatura: inediti di Mario Sironi

Per la prima volta vengono esposte al pubblico alcune testimonianze della lunga ed articolata attività grafica di Mario Sironi che, con uno stile distante dal monumentalismo novecentesco, si concentra sulla resa espressiva e sagace di alcuni dei protagonisti della storia del nostro ‘900.

Sesta Sezione

Intellettuali e potere nel Novecento

La sezione è dominata dalla personalità di Giovanni Costetti, impostosi come ritrattista di prim’ordine nel corso degli anni ‘10, tanto con ritratti di gusto simbolista, quanto con ritratti di più decisa impostazione ufficiale, con una ricerca che intende ricreare l’ambiente del personaggio come si trattasse di una sua emanazione: basti pensare al “Ritratto di Vittorio Gui”, elegantissima figura in veste ufficiale sotto le arcate di un’architettura suggestiva.

Altri episodi fondamentali di tale ritrattistica si rinvengono nel “Ritratto di Ugo Ojetti nello studio” di Oscar Ghiglia e nel “Ritratto di Matteo Marangoni” di Baccio Maria Bacci., proveniente quest’ultimo dalla prestigiosa Wolfson Collection di Genova.

Un nucleo importante di questa sezione è costituito dai ritratti di Carlo Levi dedicati ad alcuni significativi intellettuali del Novecento quali Giansiro Ferrata ed Edoardo Persico, testimonianza di una riflessione capitale sulla ritrattistica che tende a ricondurre l’immagine dell’effigiato ad una sorta di “ritmo ondoso”, dove il moto della soggettività (la sfera emotiva) si contrappone a quello dell’oggettività (la storia).

Pubblicità

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: