Una monografia su Luigi Gioli

Lunedì, 15 Novembre 2004
V. Vignola, dal sito del Comune di Cascina

Martedì 16 novembre alla Casa della Cultura di Cascina si terrà la conferenza di presentazione dell’opera monografica dal titolo “Luigi Gioli, pittore di cavalli: da Fattori a Degas” a cura di Francesca Cagianelli, in uscita per La società editrice Allemandi nell’autunno 2005. L’iniziativa, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Cascina, un volume prestigioso che riveste un’importanza fondamentale nell’elaborazione pittorica degli splendidi paesaggi e delle suggestive vedute urbane della Toscana, vuole rendere omaggio a un pittore di calibro internazionale come era Luigi Gioli. La conferenza, che si svolgerà dalle 18 alle 20, è a cura di Francesca Cagianelli già curatrice della monografia di Francesco Gioli (fratello di Luigi), che da diversi anni svolge una proficua indagine su Francesco e Luigi Gioli.

a cura di Francesca Cagianelli:Luigi Gioli, dopo una prima fase trascorsa sulle colline pisane, nella villa di Fauglia, a stretto contatto con i protagonisti della rivoluzione macchiaiola, decide di recarsi a Parigi, al fianco del fratello. L’artista avverte il fascino della pittura in auge a quell’epoca nella capitale francese, riuscendo comunque ad elaborare un linguaggio assolutamente personale, oltre che ricco di fascino. Formatosi come autodidatta, anche se sorretto dagli illuminati suggerimenti del fratello, già nell’opera Arena di Pisa, datata 1878, manifesta tracce evidenti di quella maturità artistica raggiunta in seguito al soggiorno parigino.

Tale dipinto viene consacrato dalla critica d’arte novecentesca come una delle più significative testimonianze dell’abilità di Luigi anche al cospetto dei capisaldi dell’arte francese. L’indirizzo artistico di Luigi viene confermato dalla sua produzione degli anni Ottanta, ispirata alle tematiche mondane, esemplificate da un suo dipinto esposto alla Promotrice di Firenze del 1885, “Via del passeggio a Livorno”, lodato all’unanimità dalla critica.

L’importanza di Gioli resta comunque legata alle sue innumerevoli scene maremmane, nelle quali egli si afferma in qualità di “pittore di cavalli” ancor più dello stesso Fattori. Senza contare la permanenza sulle colline pisane, gli consente di esercitarsi in un prolungato studio dal vero, di cui resta traccia nelle innumerevoli vedute di Fauglia che rappresentano una delle testimonianze fondamentali della cultura figurativa toscana tra Ottocento e Novecento.

L’aspetto più significativo di Luigi Gioli resta comunque quello della specializzazione nella tematica equestre, laddove sono documentate innumerevoli opere dell’artista dedicate ad eventi campestri e paesaggi urbani, comunque dominati dalla presenza di cavalli. Si trascorre così dalle distese maremmane in cui figure caratteristiche di contadini procedono in una sorta di processione mistica al fianco dei loro cavalli, alle vedute cittadini nelle quali corrono allegramente carrozze frequentate da mondanissime dame.

Su tutte dominano le scene dedicate agli ippodromi di Pisa e di Firenze, basti pensare alla mirabile “Passeggiata alle Cascine” (1885), ma anche e soprattutto a “Corse all’ippodromo” (1890), dove l’eleganza degasiana si fonde con il verismo mutuato alla scuola fattorina. L’importanza di un’opera quale “Corse all’ippodromo” conservata presso la “Sport e Spettacolo Ippico spa, Montecatini”, esposta per la prima volta nella mostra dal titolo “In Toscana dopo Degas. Dal sogno medioevale alla città moderna”.

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