Renato Vigo. Introduzione di Luciano Barsotti

La nuova collana “Rarità del Novecento Livornese”, ideata e curata da Francesca Cagianelli, costituisce un progetto culturale destinato ad aprire inedite prospettive nel panorama della bibliografia storico-critica relativa alla generazione livornese attiva tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e gli anni Settanta dal Novecento.

Si tratta di quasi un secolo di vicende artistiche finora poco indagate dalla critica ufficiale, in quanto oscurate da una storiografia dedita piuttosto ai grandi maestri dell’Ottocento e del Novecento, oppure alla più stretta contemporaneità.

In effetti il panorama livornese di questi anni presenta preziose personalità artistiche, tanto pittoriche, quanto scultoree e grafiche, degne di un inquadramento finalmente più rilevante, che sia in grado di ripopolare la storia cittadina di un’articolazione culturale di portata sempre più ampia, nonché fruibile a livello nazionale.

Renato Vigo, con la sua personalità decisamente eccentrica rispetto al contesto artistico livornese, in quanto, nonostante i natali novecentisti, riesce ad esprimere tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento, una formula surrealista di rilievo internazionale – basti pensare alla partecipazione dell’artista all’Esposizione di Colonia del 1971, Der Geist des Surrealismus – merita quindi di inaugurare questa nuovissima stagione di studi artistici livornesi.

Vigo consente infatti di gettare un ponte tra il linguaggio del “ritorno all’ordine” tipico del filone del cosiddetto Novecento, e le avanguardie europee del Surrealismo, ripensate dall’artista nella seconda fase della sua attività, prolifica, ma assolutamente sconosciuta tanto al grande pubblico, quanto agli addetti ai lavori.

Restituire alla comunità livornese tante preziose personalità si presenta quindi a tutti gli effetti un progetto degno di attenzione per l’approfondimento e la crescita della cultura artistica oltre che cittadina, anche toscana ed italiana.

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