Renato Vigo. Introduzione del Comitato Promotore

Da una parte una famiglia cresciuta nel culto di un artista, Renato Vigo, sottrattosi con determinazione a riflettori fin troppo angolati, quelli cioè della compagine artistica e critica livornese dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, infatuata delle mitologie astrattiste e informali divampanti in seno al Premio Amedeo Modigliani della Città di Livorno, dall’altra sporadici episodi di visite, sopralluoghi, pellegrinaggi da parte dei più disparati personaggi attratti, forse con scarsa consapevolezza, da tale culto, vissuto in dagli eredi, soprattutto dopo la scomparsa dell’artista, come un segreto intimo e privato, scandito da emozioni e ricordi in rapporto una forza interiore ed una creatività – quella appunto di Vigo – a volte esplosiva.

Ma di fronte alle numerose perplessità che avrebbero indotto a conservare gelosamente la memoria di una tale creatività, e a perpetuare la cancellazione di una personalità artistica, tanto riservata da un punto di vista caratteriale, quanto prorompente sotto l’aspetto artistico, si è parata la casualità di un incontro, un colloquio, e quindi una scelta, un progetto.

Anna Zalum, figlia del noto giornalista ed erudito Paolo Zalum, legata agli eredi di Vigo da una lontana ma sentita parentela, sensibilissima conoscitrice ed amante degli artisti livornesi dell’Ottocento e del Novecento, ma non soltanto, a conoscenza del prezioso mistero che circondava la sconosciuta produzione dell’artista, informa Francesca Cagianelli, da tempo dedita alla rivalutazione di tutta una generazione livornese, attiva dal 1880 al 1980 circa, e fortemente motivata all’indagine scientifica di artisti poco fortunati.

Si tratta di un colloquio risolutivo che conduce alla costituzione del Comitato Promotore Renato Vigo, resa ufficiale dagli eredi il 1 agosto 2004, in un fervore di entusiasmi, di sogni e di progettualità, che non possono non rendere un omaggio alla determinazione di chi con passione e determinazione seppe custodire e tramandare il segreto di questo artista: la figlia Franca Vigo.

D’ora in avanti, riunioni, dibattiti, proposte e intuizioni si susseguono in un reciproco e proficuo dialogo culturale che rende il Comitato finalmente operativo con il concorso di Christine Odierna, Maurice Odierna, Monica Odierna, Nicola Odierna, Roberto Odierna, Chiara Pierucci e Federica Rella, Anna Zalum e Mario Santarelli, oltre che la stessa Francesca Cagianelli, che ne diventa il Presidente.

Inevitabile è apparso all’intero Comitato la necessità di individuare un interlocutore autorevole, che riuscisse a garantire il buon esito di un progetto – quello della monografia e della mostra dell’artista – destinato con ogni evidenza ad arricchire l’immagine culturale ed artistica della città di Livorno, dotandola addirittura di uno degli epigoni più fantasiosi ed inediti della seconda stagione surrealista, finora poco recensita dalla critica, troppo intenta quest’ultima agli snodi tra astrattismo ed informale.

E’ stata la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno a rispondere alle legittime aspettative di tanti soggetti che aspiravano a realizzare un sogno di lunga durata: restituire alla comunità livornese e alla storia degli studi toscana, ma non soltanto, una personalità sottratta alle cronache per una molteplicità di ragioni e di destini.

Un pensiero va quindi a tutti coloro, eredi e cultori della modernità, che hanno concorso a risvegliare una memoria così utile per la comunità artistica livornese, saldando le fila di un destino forse finora poco fortunato, quello di Renato Vigo, ma che sicuramente ha saputo destare tante curiosità e stanti stimoli, da poter finalmente approdare ad una giusta rivalutazione.

Comitato Promotore Renato Vigo

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