Mario Ferretti. Introduzione di Luciano Barsotti

La recente donazione di quindici opere pittoriche di Mario Ferretti alla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno accompagna la pubblicazione di questa prima monografia dedicata all’artista nell’ambito della collana “Rarità del Novecento Livornese”, ideata e diretta da Francesca Cagianelli.
Si tratta del terzo numero di una collana che pone all’attenzione del pubblico livornese episodi storico artistici di qualità rispetto alla modesta fortuna critica cui andarono soggetti nel corso del tempo.

Oltre le soglie del XXI secolo il Novecento è destinato, anche a Livorno, a mostrare solide radici culturali e felici risultati artistici, che, proprio nel caso attuale di Mario Ferretti, confermano l’esigenza di un’attenzione diversa a tale reparto espressivo, nonché di un’indagine più approfondita.

Dopo la stagione artistica avviata nell’ambito dei corsi di Beppe Guzzi alla Vetreria di Livorno, Mario Ferretti manifesta, tra Sindacali, Interprovinciali, Premi nazionali e Quadriennali, un sentito lessico novecentista che muove da Sironi, Carrà e Campigli per tradurre in sapienti composizioni una visione simbolica personale e convincente.

Stimato da Mario Nigro, amico di Voltolino Fontani e Ferdinando Chevrier, Ferretti non tralascia negli anni Cinquanta neppure l’incursione in ambito astrattista, dimostrando curiosità e coraggio davvero inesauribile, come traspare dalla serie di Cieli e Composizioni astratte pervenute oggi nella collezione della nostra Fondazione.

L’indagine monografica dedicata a Mario Ferretti da Francesca Cagianelli e Franco Sborgi, appare dunque tanto più meritoria, quanto più si pensi come possa contribuire a saldare in sede livornese le fila dei Novecentisti e degli Astrattisti, confermando quanto sia labile negli anni Cinquanta, anche nella nostra città, la definizione di partiti figurativi troppo ortodossi.

Si tratta in effetti di un contributo significativo nell’ambito della ricerca sul terreno del Novecento Livornese che ancora oggi mantiene pesanti oscurità riguardo ai passaggi fondamentali e alle diverse espressioni delle avanguardie tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta.

La Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno è quindi lieta di sostenere con il proprio contributo la realizzazione di questo volume, sia per favorire la crescita culturale e artistica del nostro territorio, sia quale segno tangibile di ringraziamento per l’importante donazione pervenuta alla nostra collezione d’arte a seguito della generosa disponibilità di Piero Mochi, su interessamento dell’Associazione Archivi e Eventi.

Avv. Luciano Barsotti
Presidente Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno

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