Bottega del Caffè: dibattito con Cagianelli

“Archivi e Eventi” e tanti altri addetti ai lavori
Viaggio nel mercato dell’arte livornese

Si è parlato delle prospettive del mercato dell’arte livornese nel dibattito di sabato pomeriggio alla “Bottega del Caffè”. Sotto la regia di Francesca Cagianelli, presidente dell’associazione “Archivi ed Eventi”, all’incontro hanno partecipato molti addetti ai lavori tra galleristi, collezionisti, critici e storici dell’arte, oltre gli eredi di pittori livornesi, il presidente della Comunità Ebraica di Livorno Samuel Zarrug, il vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmi Carlo Venturini e l’amministratore delegato del giornale “Il Tirreno”, Gianni Dotta. Un’occasione per riflettere sull’attuale situazione dell’arte livornese, con un occhio puntato verso il panorama nazionale e internazionale. A prendere per primo la parola è stato il vice comandante del nucleo Tutela del patrimonio di Firenze, Sauro Bertinelli.

Che ha acceso i riflettori sul problema dei furti e su quello dei falsi, parlando di un vero e proprio mercato di opere, timbri e autentiche falsificate. Un’analisi sul personaggio dello storico dell’arte oggi e nel tempo è stata proposta da Dario Matteoni che ha paragonato la figura dello studioso a quella di un investigatore, con precise responsabilità etiche. Responsabilità sottolineate anche da Sira Borgiotti che citando ad esempio la figura del padre, Mario Borgiotti, ha messo in luce la complessità del ruolo dell’esperto d’arte, le cui caratteristiche vanno rintracciate «nell’onestà e nella credibilità». Ha preso poi la parola Michele Pierleoni evidenziando «la necessità di realizzare un colloquio tra storici dell’arte e galleristi, per sprovincializzare ed elevare il livello di qualità dell’offerta del mercato dell’arte a Livorno». Un esame della professione del critico d’arte e la presentazione del nuovo progetto di “Archivi ed Eventi” su un osservatorio culturale al servizio dei cittadini sono infine stati tirati in ballo da Francesca Cagianelli che, facendo suo il discorso di Fabrizio Lemme nel 2002, ha sottolineato l’assenza di leggi sulla professione di critico d’arte e la conseguente assunzione della responsabilità di experties “da parte di chiunque”.

Hanno poi preso la parola per interventi Enrico Angiolini, il collezionista Gianfranco Magonzi, Marcello Pierleoni e gli eredi di pittori tra cui Romiti, Peruzzi, Lepori e Filippelli. Cagianelli ha infine sottolineato la «necessità per gli storici dell’arte di affiancare gli eredi degli artisti nelle scelte di valorizzazione, in linea con una ricerca scientifica sotto gli auspici di istituzioni cittadine e non solo. La nostra associazione – conclude -ha quindi deciso di instaurare un proficuo dialogo istituzionale con la Soprintendenza Archivistica di Firenze, per intraprendere un innovativo percorso di sprovincializzazione della storia degli artisti labronici dell’800 e del’900». Alice Barontini

Dal Tirreno del 14.5.07

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