Il Famedio di Montenero

Venerdì 8 giugno a Montenero, nella sala Monteroso della Parrocchia, si è tenuta una conferenza in onore del Famedio di Montenero. Il Presidente dell’Associazione Giosuè Borsi di Livorno, ente che ha organizzato l’evento, ha esposto l’attività svolta dalla sua organizzazione per valorizzare quest’opera e ciò che essa rappresenta; e ha espresso l’auspicio che in futuro, con l’aiuto del Comune di Livorno e di altre Istituzioni, si riesca a fare ancora di più in suo favore.

Massimo Guantini, Assessore alle Culture e ai Beni Culturali del Comune di Livorno, non ha nascosto le difficoltà di fronte alle quali oggi si trova un’ente locale nel settore della protezione dei beni culturali e ha indicato nell’integrazione del lavoro svolto dalle istituzioni e dalle organizzazioni di volontariato (purchè qualificate) la via che permetterà da qui in avanti di gestire come si conviene il patrimonio artistico di cui il nostro territorio è dotato.

Successivamente ha preso la parola il dott. Paolo Castignoli, ex direttore dell’Archivio di Stato di Livorno, che ha raccontato la storia di questo singolare loggiato che inizialmente era stato concepito dall’abate del Santuario come luogo di ristoro per i pellegrini e che invece, a causa dei rivolgimenti politici avvenuti nel corso del XIX secolo, ha mutato profondamente la sua destinazione, tanto da diventare una specie di pantheon laico e non più la prosecuzione del Santuario.

La conferenza è stata conclusa dalla dottoressa Francesca Cagianelli che ha letto una relazione su “Politica, Musica, Lettere e Arti a Livorno attraverso il Famedio”. Questa esposizione si è integrata perfettamente con quella del dottor Castignoli: se infatti questi si è fermato nel suo racconto al momento in cui il Famedio ha iniziato a svolgere la sua funzione tecnica di luogo dove avrebbero dovuto venire sepolti i livornesi illustri, la Cagianelli ha parlato di questi ultimi: pittori, scultori, patrioti, poeti, letterati e musicisti.

Paolo Emilio Demi, Mario Puccini, Pietro Mascagni, Dario Niccodemi: questi alcuni dei grandi Livornesi di cui ha parlato la relatrice, non limitandosi a esporre i meriti che sono già stati loro riconosciuti, ma segnalando la necessità di approfondire lo studio della loro opera. La studiosa si è soffermata in particolare su Mario Puccini, “adorato” pittore meritevole a suo avviso di ben altri ricoscimenti rispetto a quelli che fino a oggi gli sono stati tributati.

Dopo la fine delle conferenza i presenti hanno potuto partecipare alla visita del Famedio.

R.M. per “Livornesi”

Nella fotografia: “Festa al Santuario livornese di Montenero
Olio su tela, cm. 123.82 x 157.79. Ca. 1770
Probabilmente realizzato da Giuseppe Maria Terreni
Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, New York

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