Francesco Franchetti e i percorsi dell’orientalismo in Toscana

4. Francesco Franchetti 1878-1931. I percorsi dell’orientalismo in Toscana

Volume a cura di Francesca Cagianelli e Stefano Fugazza
saggio introduttivo di Franco Sborgi
apparati a cura di Michele Pierleoni

testi di
Francesca Cagianelli
Stefano Fugazza
Michele Pierleoni
Franco Sborgi

fotografie di Carlo Cantini

Il volume dedicato a Francesco Franchetti e all’orientalismo toscano verrà incluso nella collana ideata e diretta da Francesca Cagianelli, dal titolo Rarità del Novecento Livornese, promossa dall’Associazione Culturale “Archivi e Eventi”, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.

Il volume, curato da Francesca Cagianelli, reca un importante saggio introduttivo di Franco Sborgi relativo all’affermazione dell’orientalismo in Toscana e al ruolo di Francesco Franchetti nel panorama delle rivoluzioni postimpressioniste in Italia.
Nell’ambito del volume di circa 112 pagine, comprendente 30 cartelle di saggi e un’ampia sezione bibliografica curata da Michele Pierleoni, e corredato da 50 riproduzioni a colori e 20 in bianco-nero, il saggio di Francesca Cagianelli ripercorre la vicenda biografica dagli esordi preraffaelliti e simbolisti fino alla stagione orientalista, e quindi la complessa questione del linguaggio adottato dall’artista in bilico tra Secessione e Fauvisme, mentre il saggio di Stefano Fugazza inquadra il panorama dell’Orientalismo in Toscana nella prima metà del Novecento. Gli apparati bibliografici propongono una ragionata antologia sia di scritti sull’artista, sia di documenti manoscritti dell’artista conservati nell’archivio degli eredi.

Progetto mostra

Francesco Franchetti e i percorsi dell’orientalismo in Toscana

Mostra a cura di
Francesca Cagianelli e Stefano Fugazza

Comitato scientifico
Francesca Cagianelli
Francesco Colacicchi
Caro Franchetti
Stefano Fugazza
Michele Pierleoni
Franco Sborgi

A distanza di 25 anni dall’ultima mostra dedicata a Francesco Franchetti presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze, l’Associazione Archivi e Eventi intende ripresentare l’artista nella veste inedita di artista viaggiatore, orientalista ispirato, proteso soprattutto verso “il paese della sua sognata felicità” – come ebbe a dire l’amico ed allievo Giovanni Colacicchi – ovvero dell’Africa di Tunisi, Kairouan, Hammamet.

La mostra dal titolo Francesco Franchetti e i percorsi dell’Orientalismo in Toscana, troverebbe quindi nella sede della Villa del Presidente di Livorno e, in una fase successiva, della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, una destinazione ottimale, in virt_ dell’estesa e stratificata vocazione culturale dell’artista ebreo di origine sefardita. L’iniziativa potrebbe dunque svolgersi a Livorno nei mesi di novembre-dicembre 2006, e a Piacenza nel gennaio 2007.

Trascritti in disegni, pastelli, dipinti di nuova ed originale impostazione cromatica e luminosa, gli scenari africani rifulgono nella produzione di Franchetti per una definitiva autonomia dalla patria livornese e, più in generale, toscana, oltre che per uno slancio incontenibile verso inedite soluzioni pittoriche che si inseriscono nell’alveo della fortuna del filone orientalista, basti pensare ai risultati pressochè coevi di artisti quali Galileo Chini, Moses Levy, Antonio Antony de Witt che, nel loro peregrinare tra l’Asia e l’Africa, seppero esprimere seppur con diversa attitudine una interpretazione, altrettanto aggiornata sulle problematiche artistiche internazionali, del suggestivo panorama d’Oriente.

Il percorso scientifico della mostra, curato da Francesca Cagianelli e Stefano Fugazza, comprendente circa cinquanta opere, tra dipinti e pastelli, illustra dunque lo snodo pittorico della produzione di Franchetti più in sintonia con le avanguardie europee, ovvero proprio la stagione orientalista, che si dispiega a partire dal 1913, in piena liturgia secessionista, fino alla riflessione ulteriore assestata ai margini del “ritorno all’ordine”, ma di sapore diversamente evocativo.

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