Quei pittori livornesi dimenticati dai critici

«Archivi e Eventi» prepara la rassegna su Francesco Franchetti
Presentazione del volume sui percorsi dell’Orientalismo

LIVORNO. Prosegue l’attività di “Archivi e Eventi”, Associazione culturale livornese nata nel 2005 grazie alla sensibilità della critica e storica dell’arte Francesca Cagianelli, che con impegno scientifico documenta e promuove il contributo artistico di talenti livornesi dell’Ottocento e del Novecento ormai dimenticati dalla critica.

Dopo l’uscita e il successo dei tre volumi della collana “Rarità del Novecento Livornese” che hanno visto la riscoperta dei pittori Renato Vigo (2005), Lorenzo Cecchi (2006) e Mario Ferretti (2007), giovedì 8 novembre presentazione del IV volume intitolato Francesco Franchetti e i percorsi dell’orientalismo in Toscana, edito da Benvenuti & Cavaciocchi a Firenze presso la Sala Ferri di Palazzo Strozzi.

Il volume rappresenta una vera e propria ricerca monografica condotta con ampiezza di riferimenti critici e storici, sulle testimonianze di archivio riguardanti la vita e il lavoro dell’artista.
Preludio all’uscita del volume sarà la mostra omonima curata da Francesca Cagianelli e da Stefano Fugazza che sarà inaugurata a Livorno giovedì 25 ottobre alle ore 17,30 presso la Villa del Presidente e che si concluderà il 25 novembre. In occasione della mostra l’Associazione promuoverà una serie di incontri dal titolo Conferenze sull’arte ebraica presieduti da professori universitari e storici dell’arte.

Il percorso scientifico della mostra comprende quaranta opere tra dipinti e pastelli di nuova e originale impostazione cromatica e luminosa; gli scenari africani rifulgono nella produzione di Franchetti per una definitiva autonomia dalla patria livornese e, più in generale, toscana.
L’arte di Franchetti si caratterizza per uno slancio incontenibile verso inedite soluzioni pittoriche che si inseriscono nell’alveo della fortuna del filone orientalista, che si dispiega a partire dal 1913, in piena liturgia secessionista, grazie ad una cultura figurativa di circuitazione europea.

Giulia Palandri, Tirreno del 3 ottobre 2007

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