Donato a “Archivi e Eventi” l’archivio di Antonio Antony de Witt

Il prestigioso archivio di Antonio Antony de Witt (Livorno 1876-Firenze 1967) è stato donato in questi giorni dagli eredi dell’artista al Presidente dell’“Associazione “Archivi e Eventi”, Francesca Cagianelli, che, laureatasi nel 1991 con una tesi dal titolo Antonio Antony de Witt: profilo storico-critico, proposta di catalogo dell’opera grafica e lettura dei romanzi, non ha mai cessato di studiare e promuovere questo straordinario quanto trascurato protagonista del Novecento Italiano.

Dopo aver pubblicato un articolo sulla rivista “Labyrinthos. Ermeneutica delle arti figurative dal Medioevo al Novecento”, dal titolo Un taccuino di de Witt agli Uffizi, (XI-XII, 21/24, 1992-1993, pp. 431-448), Francesca Cagianelli affrontò la complessa personalità dewittiana in un volume dal titolo Tra pittura e incisione. Antonio Antony de Witt critico delle arti (Pisa-Roma 1997), compreso nella collana “Letteratura e dintorni”, diretta da Luigi Banfi, Umberto Carpi, Davide De Camilli, realizzato grazie al contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa.

Nel 1998 Francesca Cagianelli porta a compimento il suo progetto di una mostra e un catalogo dedicati all’attività di Antonio Antony de Witt, e nel Salone da Ballo del Quartiere d’Inverno della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze è la curatrice della mostra: Antonio Antony de Witt 1876-1967, corredata da un ampio catalogo edito da Artificio.

Da allora Francesca Cagianelli ha proseguito il suo impegno nella promozione dell’artista, concretandolo in diversi esiti editoriali, tra cui l’articolo Memorie pascoliane, mitologie dantesche e cultura “apuana” nei romanzi di un pittore livornese, Antonio Antony de Witt, pubblicato nel 2001 in “Nuovi Studi Livornesi”, e, recentemente, Genesi di un isolamento esistenziale ed artistico: contro il dilettantismo, pubblicato in “Ore piccole” (a. II, n. 7, ottobre 2007).

Nell’ambito del progetto di catalogazione degli archivi di artisti tra Ottocento e Novecento, promosso da “Archivi e Eventi”, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica di Firenze, comprendente la pubblicazione di una collana dal titolo “Gli archivi d’arte dell’800-900. Biografie, profili e documenti”, Francesca Cagianelli curerà la schedatura del fondo de Witt.

Quest’ultimo racchiude vere e proprie gemme documentarie: dalla preziosissima e rara edizione del Veianius di Giovanni Pascoli del 1892, con dedica autografa a Antony de Witt, fino alla splendida serie di studi decorativi ideati dall’artista per Richard Ginori negli anni Cinquanta.

Sensazionale risulta la presenza nel fondo de Witt di quattro importanti matrici xilografiche dell’artista, tra cui quelle dell’Autoritratto al cavalletto (1914) e della Mendicante (1914), presentati alla Secessione del 1915 nelle sale della xilografia, così come la raffinata edizione a tiratura limitata della Favola di Orfeo del Poliziano, edita nel 1943 in 100 esemplari numerati, con xilografie originali dell’artista, eseguite nel 1925.

Seguono il corposo nucleo di scritti d’arte pubblicati da Antony de Witt sulla Nazione e un manoscritto inedito che raccoglie alcune significative riflessioni sulla storia dell’arte europea tra Ottocento e Novecento, con disegni originali dell’artista.

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