Comunicato mostra e monografia “Gabriello Gabrielli 1895-1919”

ARCHIVI E EVENTI
Associazione Culturale per la documentazione e la promozione dell’Ottocento e del Novecento Livornese
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Comunicato mostra e monografia

Gabriello Gabrielli 1895-1919.
Un allievo spirituale di Vittore Grubicy al Caffè Bardi

a cura di Francesca Cagianelli in collaborazione con Giuseppe Argentieri

Si inaugura il 10 maggio presso il Museo di Storia Naturale la mostra Gabriello Gabrielli 1895-1919. Un allievo spirituale di Vittore Grubicy al Caffè Bardi, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e patrocinata dalla Provincia di Livorno, in collaborazione con “Archivi e Eventi”, a cura di Francesca Cagianelli, in collaborazione con Giuseppe Argentieri (catalogo Bandecchi e Vivaldi Editori, Pontedera, aprile 2008).

Si tratta di un evento che impreziosisce la storia dell’arte livornese, in quanto l’artista, simbolista aristocratico infiammato di estetismi, morto suicida ad appena ventiquattro anni, deve considerarsi un allievo spirituale di Vittore Grubicy de Dragon e nell’ambito dello storico Caffè Bardi costituì una personalità centrale per precocità di talento e tensione di avanguardia.

Tra iconografia mortuaria, presenze idolatriche di gufi e pipistrelli, fiori percorsi da una vena di luttuosa perdizione, si snoda il suggestivo percorso espositivo di questo dandy tutto labronico, che vibrante dell’afflato con le arcane corrispondenze di Charles Baudelaire, rivendicava alla sua arte una fama impossibile, senza peraltro mai rassegnarsi alla mediocrità di un inappagante consenso.

Protagonista di uno slancio emotivo forse unico nella Livorno del primo decennio del Novecento, Gabrielli consumò voracemente il suo brevissimo sogno di un’affermazione elitaria e appuntò il suo interesse esclusivo sulla produzione di Vittore Grubicy de Dragon, al quale finì col fare una lunga e appassionata visita proprio alla vigilia del suo suicidio, quasi un “ex-voto” – come ebbe a dire lo stesso artista – estremo tentativo di consegnare al proprio maestro spirituale le inevitabili conclusioni di un sogno fallito.

Solo grazie alle approfondite ricerche condotte da Dario Matteoni e Francesca Cagianelli negli archivi del Museo Civico G. Fattori di Livorno e del MART e pubblicate nella recente monografia dedicata a Renato Natali (2006), è riemerso un panorama finora inesplorato dalla critica, ovvero quello del Caffè Bardi, quale sede privilegiata di relazioni artistiche anche internazionali – si pensi al belga Charles Doudelet, oggetto di una prossima monografia curata dalla stessa Cagianelli – e di dibattiti impostati con autentico spirito di sperimentazione.

Al di là delle frammentarie notizie dilaganti intorno alle vicende del Caffè Bardi, quasi sempre scarsamente documentate e di sostanza più mitica che storicamente accertata, Francesca Cagianelli è stata la prima a indagare la sconfinata messe di documentazione proveniente dal Fondo Natali e dal Fondo Benvenuti, utile ad assestare un nuovo e più angolato bilancio sulle vicende e sulle personalità del gruppo che animava tale Caffè.

Il volume è introdotto da un saggio di Franco Sborgi, Professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università di Genova, che serra le fila di un’indagine sul simbolismo europeo attorno all’intrigante ed inedita personalità di Gabrielli.

Giuseppe Argentieri, da tempo impegnato nell’indagine della produzione di Benvenuto Benvenuti, e autore di un recente volume dedicato alla sua attività grafica, ha collaborato alla ricerca iconografica e documentaria sull’artista, assesta una suggestiva rilettura dello storico e articolato rapporto tra Gabrielli e Benvenuti, rapporto che acquista una rilevanza eccezionale grazie al panorama di presenze artistiche e letterarie di ambito nazionale ed internazionale gravitante attorno alla villa antignanese dello stesso Benvenuti.

Di particolare importanza e novità scientifica si presentano gli apparati critici e documentari, curati da Francesca Cagianelli e Francesca Luseroni, che propongono un’antologia ragionata della corrispondenza epistolare tra i protagonisti del Caffè Bardi, proprio nel momento dell’exploit di Gabrielli, corrispondenza catalogata e indagata presso il Museo Civico G. Fattori di Livorno e il MART, destinata ad alimentare per le vicende artistiche livornesi del primo Novecento una stagione di studi senz’altro più equilibrata ed aggiornata, nonché un’inversione di rotta in merito a troppo liquidatori bilanci.

Con l’iniziativa oggi dedicata a Gabriele Gabrielli l’Associazione “Archivi e Eventi” intende ribadire la sua vocazione, quella cioè di un’indagine innovativa nei meandri della storia dell’arte, non tanto in cerca di curiosità episodiche, quanto invece di quegli errori che hanno decretato responsabili omissioni in rapporto a personalità di eccezione, quali appunto Gabrielli, consentendo quindi non solo alla comunità scientifica nazionale, ma anche al grande pubblico, di riassestare il corso di valutazioni e classifiche ancora tutte da siglare.

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