Renato Vigo. Introduzione del Comitato Promotore

novembre 1, 2005

Da una parte una famiglia cresciuta nel culto di un artista, Renato Vigo, sottrattosi con determinazione a riflettori fin troppo angolati, quelli cioè della compagine artistica e critica livornese dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, infatuata delle mitologie astrattiste e informali divampanti in seno al Premio Amedeo Modigliani della Città di Livorno, dall’altra sporadici episodi di visite, sopralluoghi, pellegrinaggi da parte dei più disparati personaggi attratti, forse con scarsa consapevolezza, da tale culto, vissuto in dagli eredi, soprattutto dopo la scomparsa dell’artista, come un segreto intimo e privato, scandito da emozioni e ricordi in rapporto una forza interiore ed una creatività – quella appunto di Vigo – a volte esplosiva.

Ma di fronte alle numerose perplessità che avrebbero indotto a conservare gelosamente la memoria di una tale creatività, e a perpetuare la cancellazione di una personalità artistica, tanto riservata da un punto di vista caratteriale, quanto prorompente sotto l’aspetto artistico, si è parata la casualità di un incontro, un colloquio, e quindi una scelta, un progetto.

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Renato Vigo. Introduzione di Luciano Barsotti

ottobre 31, 2005

La nuova collana “Rarità del Novecento Livornese”, ideata e curata da Francesca Cagianelli, costituisce un progetto culturale destinato ad aprire inedite prospettive nel panorama della bibliografia storico-critica relativa alla generazione livornese attiva tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e gli anni Settanta dal Novecento.

Si tratta di quasi un secolo di vicende artistiche finora poco indagate dalla critica ufficiale, in quanto oscurate da una storiografia dedita piuttosto ai grandi maestri dell’Ottocento e del Novecento, oppure alla più stretta contemporaneità.

In effetti il panorama livornese di questi anni presenta preziose personalità artistiche, tanto pittoriche, quanto scultoree e grafiche, degne di un inquadramento finalmente più rilevante, che sia in grado di ripopolare la storia cittadina di un’articolazione culturale di portata sempre più ampia, nonché fruibile a livello nazionale.

Renato Vigo, con la sua personalità decisamente eccentrica rispetto al contesto artistico livornese, in quanto, nonostante i natali novecentisti, riesce ad esprimere tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento, una formula surrealista di rilievo internazionale – basti pensare alla partecipazione dell’artista all’Esposizione di Colonia del 1971, Der Geist des Surrealismus – merita quindi di inaugurare questa nuovissima stagione di studi artistici livornesi.

Vigo consente infatti di gettare un ponte tra il linguaggio del “ritorno all’ordine” tipico del filone del cosiddetto Novecento, e le avanguardie europee del Surrealismo, ripensate dall’artista nella seconda fase della sua attività, prolifica, ma assolutamente sconosciuta tanto al grande pubblico, quanto agli addetti ai lavori.

Restituire alla comunità livornese tante preziose personalità si presenta quindi a tutti gli effetti un progetto degno di attenzione per l’approfondimento e la crescita della cultura artistica oltre che cittadina, anche toscana ed italiana.